Scandone, a Cremona per il tris

Giornata di antivigilia per la Scandone, impegnata domenica alle 17 sul difficile parquet di Cremona. Come asserito da coach Vucinic in conferenza, la squadra è carica dopo l’ottimo avvio di stagione e non vede l’ora di ripetersi in un campo storicamente complicato.

Dopo la splendida vittoria in Champions, giunta dopo due supplementari e 4 indisponibili che avevano ridotto all’osso le rotazioni, la Scandone è pronta a calare, in terra lombarda, il suo roster quasi al completo. D’Ercole e N’diaye saranno in campo, Campogrande è recuperato anche se non al top e l’unico indisponibile resterà Campani che, però, rientrerà a stretto giro di posta in quanto il suo recupero è ormai completato.

Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino la Scandone potrà solo giovare del recupero dei suoi panchinari. Nelle prime due uscite stagionali abbiamo assistito ad una squadra resiliente, forte e tecnicamente impressionante, con il quintetto che ha cantato e portato la croce. È lapalissiano che l’apporto della panchina sarà l’ago della bilancia della stagione biancoverde. Se gli italiani, in particolare proprio Campogrande e Campani, saranno in grado di tenere alto il livello del gioco e garantiranno un minutaggio importante, la Scandone non avrà limiti e non potrà assolutamente nascondersi.

Si va a Cremona per il tris e per dare un altro segnale al campionato. Avellino non è solo Cole, Avellino non è solo Green. Avellino è una squadra forte e lo dimostrerà.

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Scandone, buona la prima!

C’era attesa per l’esordio stagionale della Sidigas Avellino. Attesa nel veder giocare Norris Cole, nel vedere all’opera la squadra dopo un precampionato altalenante, nel vedere l’approccio al campionato italiano di un roster nuovo con uno staff nuovo. Ebbene, l’esame è stato superato a pieni voti.

La Scandone ha travolto Cantù con una partita tutta velocità e transizione, con un attacco formidabile ed una difesa rivedibile che, però, non ha mai messo a repentaglio un risultato che è stato ben saldo nelle mani dei biancoverdi sin dall’inizio.

È stata una partita spettacolare con la Scandone che, ancora una volta, ha messo in mostra un basket spumeggiante e bellissimo da vedere. La tecnica abbonda e le bocche di fuoco sono molteplici. Sicuramente il roster costruito sul lato offensivo del campo non è secondo a nessuno. Quante squadre possono asserire di annoverare nella stessa squadra attaccanti come Cole, Nichols, Filloy, Green e Sykes? Poche se non nessuna, e la prima partita dell’anno ha palesato ciò. 98 punti segnati e traguardo dei 100 non superato solo per un approccio soft negli ultimi due minuti.

Caleb Green è stato mostruoso. Può far male da qualsiasi posizione, ha una qualità incredibile e quando è in serata è immarcabile. Norris Cole ha subito dimostrato di essere un fuoriclasse assoluto, sciorinando una prestazione monstre al suo esordio in Italia. Nichols, Sykes e Costello hanno dimostrato la loro solidità. N’diaye ha messo subito le cose in chiaro su chi comanderà sotto le plance, nel caso qualcuno pensasse di fare il bello e cattivo tempo nel pitturato biancoverde. In attesa dell’apporto fattivo del nucleo italiani, con Filloy e D’Ercole che per ora si sono limitati al compitino e Campogrande, Campani e Spizzichini indisponibili, la Sidigas ha dato un segnale forte a tutto il campionato.

La Scandone fa sul serio e vuole essere tra le grandi.

Ora la testa va alla Champions League dove domani ci sarà l’esordio stagionale, in trasferta, contro i russi del Nizhny Novgorod. Partita dura e complicata che vedrà la Scandone priva di D’Ercole (sta per diventare papà), Campani (il quale recupero procede bene e potrebbe ritornare in campo il 21 contro la Virtus Bologna) e che con Campogrande in dubbio a causa di un affaticamento al flessore.

A prescindere da chi scenderà in campo, la Scandone è pronta a calarsi nel panorama europeo, volenterosa di portare a casa la vittoria e continuare a crescere.

Piccola postilla per i tifosi. Abbonatevi e non ve ne pentirete!

Avellino, uniti si vince!

Ci siamo. Inizia la stagione 2018-2019 per la Scandone Avellino, accompagnata da un popolo sognante e pronto a supportare la squadra nel bene e nel male.

Sarà una stagione lunga e laboriosa, ma mai come quest’anno l’asticella è alta. L’obiettivo, più o meno dichiarato, è quello di alzare un trofeo. Che sia campionato, Coppa Italia o Champions League, fa poca differenza.

È giunta l’ora di raccogliere ciò che è stato seminato nell’ultimo triennio. Il roster è forte, l’ambiente è maturo ed è pronto ad armarsi di resilienza per superare ogni ostacolo che la stagione porrà dinanzi al cammino della Scandone.

L’anno scorso, tutto l’ambiente è rimasto abbastanza scottato dall’esito finale della stagione ed è per questo motivo che la prudenza e lo scetticismo che aleggia in una parte della tifoseria è comprensibile. Ma ricordate, i successi migliori arrivano sempre dopo le più grandi delusioni.

E allora, stringiamoci forte e sogniamo Avellino!

Campionato, la nostra griglia di partenza

Ci siamo. Tra pochi giorni prenderà il via il campionato Lega A 2018-2019. Campionato che si preannuncia interessante ed equilibrato, con tante squadre che si sono rinforzate e con il livello generale, anche delle squadre medio-basse, che è cresciuto a dismisura.

Oggi ci diletteremo a disegnare un’ipotetica griglia di partenza per la stagione che verrà.

In pole position, e con ampio margine, troviamo l’Armani Milano. Il roster a disposizione di coach Pianigiani è mostruoso, con la proprietà che ha costruito una squadra capace di reggere la forza d’urto del doppio impegno Campionato-Eurolega. Ad un roster già ben assemblato, sono stati aggiunti, oltre a Della Valle, due fuoriclasse assoluti come Nedovic e Mike James che rendono Milano la grande favorita per lo scudetto. Ovviamente non sempre essere i più forti è sinonimo di successo e la concorrenza per i lombardi sarà agguerrita, con le pretendenti pronte ad approfittare di eventuali passi falsi, come già accaduto negli ultimi due anni.

In seconda posizione troviamo la Reyer Venezia. Gli uomini di coach De Raffaele sono ormai una costante della palla a spicchi italiana, con un roster esperto e pieno di talento. A Venezia si riparte dalla vecchia guardia che tanto bene ha fatto negli ultimi anni (Bramos, Haynes e Daye, solo per citarne alcuni), a cui sono stati aggiunti giocatori del calibro di Washington e soprattutto Julyan Stone, tornato in laguna dopo una stagione in Nba. Roster profondissimo come pochi, Venezia si candida ad antagonista principale di Milano.

Subito dietro, ad un passettino, ecco la Scandone Avellino. Campagna acquisti sontuosa e roster omogeneo, la Sidigas vuole provare a raggiungere il bersaglio grosso che nelle ultime tre stagioni è sfuggito per inerzia. Norris Cole è l’uomo copertina di una squadra che ha nel quintetto la sua forza maggiore. Non ce ne voglia nessuno, ma il quintetto biancoverde non ha eguali. Classe, tecnica ed esperienza a iosa. Per puntare in alto però, non basta. Sarà importantissimo l’apporto della panchina e come il gioco tutta velocità e transizione di coach Vucinic riuscirà ad adattarsi nel campionato italiano. Rispetto a Milano e Venezia, Avellino è sicuramente meno profonda.

Subito dietro gli irpini troviamo, a pari merito, un quartetto di tutto rispetto: Germani Brescia, Dinamo Sassari, Dolomiti Trento e Virtus Bologna. Queste 4 compagini partono dietro le tre sopraelencate, ma non sarebbe sorprendente se qualcuna di loro si inserisse prepotentemente in una ipotetica corsa al titolo. Brescia ha perso due uomini chiave dello scorso anno come Landry e M.Vitali ma li ha sostituiti degnamente con Hamilton (uno che potrebbe lottare per il titolo Mvp) e Abass. Il roster sembra ben assortito. Trento, come ogni anno, parte dalle retrovie ma sarà li quando le partite peseranno e conteranno. Sassari e Bologna sono le due squadre più “temibili” sulla carta. I sardi hanno acquistato Petteway e Cooley, due ottimi cestisti, ed hanno affidato la rinascita a coach Esposito. Non hanno un roster profondissimo, ma siamo convinti che daranno filo da torcere a tutti. La Virtus, invece, non può sbagliare. Coach Sacripanti ha a disposizione un roster di primo livello, con Kevin Punter (segnatevi il suo nome in rosso) e Tony Taylor a guidare la squadra in quella che dovrà essere la stagione del riscatto.

Poi ci sono le possibili sorprese: Fiat Torino e Reggio Emilia. Torino si affida al santone Larry Brown per sorprendere tutti. Reggio, dopo la fine del ciclo Menetti, riparte da un roster giovane e ben costruito, con Ledo e Griffin punti di riferimento. Attenzione anche a Brindisi di coach Vitucci e a Cantù dello zar Pashutin.

Per la lotta salvezza sarà agguerrita concorrenza tra Trieste, Pesaro e Pistoia ma, come già detto nell’anticipazione di questo articolo, il livello delle squadre medio-basse è salito e non c’è una vera e propria squadra inferiore alle altre.

Sarà un campionato apertissimo e bellissimo. Forse il più bello degli ultimi anni. E siamo pronti a viverlo tutto d’un fiato.

Scandone, ora si fa sul serio

La preseason della Scandone Avellino è terminata. Dopo un mese costellato da tante partite e pochi allenamenti, da oggi comincia la preparazione per il primo impegno ufficiale dell’anno, in programma sabato contro Cantù.

Una preseason che ha visto una Scandone altalenante, capace di infiammare la piazza con vittorie di prestigio, come quelle ottenute contro il Le Mans e il Darussafaka, e di subire debacle totali come quelle contro Sassari e Brindisi.

Tra le note liete di questo precampionato c’è stato sicuramente l’attacco. Le bocche di fuoco presenti nel roster sono molteplici e la squadra ha spesso messo in mostra un basket divertente, spettacolare e lineare. I dettami di coach Vucinic sono stati tangibili sin dalle prime uscite e c’è curiosità nel vedere dove la sua ideologia di pallacanestro possa collocarsi in un campionato difficile come quello italiano. Sicuramente non avremo problemi a far canestro quest’anno, con Green e Cole che si candidano con veemenza ad essere i fattori determinanti della stagione biancoverde.

Rovesciando la medaglia, invece, troviamo la nota dolente di questa preseason: l’atteggiamento difensivo. Se vedere giocare la Sidigas è stata una delizia per gli occhi grazie alle innumerevoli varianti nel trovare il canestro, non si può dire lo stesso per la difesa sciorinata nei test giocati. Molli, passivi e con un numero considerevole di secondi possessi regalati, con la lotta a rimbalzo che spesso è stata impari in favore degli avversari.

Che la nostra fosse una squadra meglio assemblata per attaccare piuttosto che per difendere, era lapalissiano e lo sapevamo bene. Ma che trovassimo enormi difficoltà a costruire la chimica giusta per alcuni meccanismi difensivi di base, come può essere un semplice taglia fuori a rimbalzo, era meno prevedibile.

Detto ciò, abbiamo visto pregi e difetti di una squadra che parte con l’obiettivo di confermarsi ad alti livelli e, perché no, provare ad alzare un trofeo. Offensivamente è la migliore squadra che abbiamo mai visto ad Avellino. Spaziamo dalla tecnica di Cole alla fisicità di N’diaye, dal carisma di Green all’intelligenza cestistica di Nichols, dalla velocità di Sykes alla ragionevolezza di Filloy. Senza dimenticare la bella gioventù di Campogrande e Costello. È lecito però aspettarsi un miglioramento della fase difensiva, in quanto essa è propedeutica al raggiungimento di obiettivi importanti. C’è da sistemare alcune cose, è vero, ma molte squadre vorrebbero essere al nostro posto e avere l’arsenale a nostra disposizione. Starà a coach Vucinic trovare gli accorgimenti del caso per spiccare il volo.

Siamo fiduciosi, siamo famelici, siamo consapevoli dei pregi e dei difetti. Ma la Scandone reciterà un ruolo da protagonista, statene certi.

Campionato, -8. E la Scandone è pronta…

Otto giorni. Tanto separa la Scandone dall’esordio ufficiale, previsto sabato prossimo contro Cantù. C’era curiosità di vedere e capire a che punto fosse la crescita e la chimica di squadra a pochi giorni dall’avvio di una stagione che, si spera, sarà florida di successi. La due giorni in Turchia, ha mostrato una squadra in salute ed in progresso, pronta a ricominciare il lungo e tortuoso percorso che, nei prossimi otto mesi, porterà la Scandone in giro per l’Italia e per l’Europa. Una doppia sfida che ci ha dato delle certezze importanti con letture diverse.

Nella vittoria di mercoledì contro il Darussafaka, squadra detentrice dell’Eurocup e che punta ad una stagione di livello, abbiamo visto una Scandone in versione deluxe, con una pallacanestro fluida, veloce e a tratti spettacolare da vedere.

Nella sconfitta di ieri invece, abbiamo visto una Scandone granitica, resiliente e mentalmente forte. Dopo il notevole dispendio di energie derivato dalla partita contro il Darussafaka giocata solo 24 ore prima, era facile aspettarsi un crollo fisico e mentale nella sfida contro il Galatasaray, squadra che punta a vincere la prossima Eurocup. Invece è stata una partita apertissima, con gli uomini di coach Vucinic che sono arrivati ad un passo dalla vittoria.

Computo finale? Test superati brillantemente e mancavano all’appello ancora Lollo D’Ercole e Luca Campani, quest’ultimo vicino al rientro in gruppo. Gli americani non fanno più notizia e anche in Turchia, a turno o tutti insieme, hanno messo in mostra un basket paradisiaco. Caleb Green solito mattatore, ma Cole, Sykes, Nichols e Costello non deludono mai. Il leitmotiv di questo precampionato è la loro inossidabile garanzia di prestazione.

Detto della costanza degli americani, c’era curiosità nel vedere l’inserimento degli ultimi arrivati Filloy e N’diaye nei meccanismi di coach Vucinic. La risposta è stata positiva. Il capitano si è calato alla perfezione negli schemi, dispensando assist e giocate importanti. Hamady ha fatto ancora meglio, mostrando una condizione fisica invidiabile ed una imponente presenza sotto le plance. Più di tutti, N’diaye ha dimostrato di essere l’ago della bilancia della nostra stagione. Le sue caratteristiche sono uniche ed imprescindibili in questa squadra e la sua fisicità è oro colato per cambiare le partite. Se Hamady sarà questo, possiamo dormire sonni tranquilli…

La squadra è pronta. E se noi siamo pronti, dimostriamolo con gli abbonamenti.

Avanti, Avellino!

La Scandone apre la campagna abbonamenti. Avellino, ci sei?

Mercoledi 25 Settembre, il giorno tanto desiderato da tutti gli amanti della palla a spicchi avellinese. Ieri pomeriggio infatti, in una conferenza stampa presenziata da Nicola Alberani, la Sidigas ha reso noto formule e prezzi della campagna abbonamenti 2018-2019.

Tante le opzioni, dalla Formula Silver per assistere alle sole partite di campionato a quella Gold per assistere a tutte le partite casalinghe di campionato e Champions. Inoltre, agevolazioni per le famiglie (con sconto del 20% su nuclei di 4-5 persone), under 18 e over 70, oltre che uno sconto del 10% per chi sottoscrisse i mini abbonamenti per i playoff nella scorsa stagione.

La Sidigas, ancora una volta, è venuta incontro alle esigenze dei tifosi attraverso prezzi popolari, seppure leggermente superiori agli anni scorsi, ed incentivi vari con la volontà ed il desiderio di riempire il più possibile il palazzetto. È proprio questo l’obiettivo non dichiarato della dirigenza. Dopo un mercato importante, con conseguente asticella degli obiettivi che si è alzata, la società si aspetta una risposta significativa da parte dei tifosi. È difficile contemplare e quantificare il numero di tessere che verranno sottoscritte, ma sicuramente ci si aspetta un numero superiore rispetto ai circa 2100 dello scorso anno.

Ora tocca ai tifosi. Ora tocca alla città di Avellino. Chi ama questa squadra, chi ama questi colori, chi ama questa città, sottoscriva la sua fidelizzazione alla Scandone. La passione ed il supporto che può garantire il Paladelmauro pieno non ha eguali in Italia.

Uniamoci, stringiamoci forte e sosteniamoli. Perché la forza di un lupo è il branco ed il branco, mai come ora, è affamato di vittorie. Sogniamo tutti insieme, sogniamo forte. Quest’anno si può.

Rispondi presente, Avellino!