Scandone, ora non fermarti!

Archiviato, con facilità, il match contro Reggio Emilia e sfruttato al massimo il doppio turno casalingo, la Scandone si gode la ritrovata brillantezza e mette nel mirino Venezia.

È stata una partita senza storia quella andata in scena ieri, con i biancoverdi in pieno controllo sin dalle prime battute, a discapito di un avversario in enorme difficoltà e con l’obiettivo salvezza che al momento sembra essere una chimera. Non c’è stato, però, solo il demerito della Reggiana. Se la partita si è incanalata sui binari giusti, infatti, è merito anche della Scandone che ha approcciato alla grande il match e ha sciorinato una prestazione importante, fatta di qualità e gioco di squadra.

Tutti hanno contribuito in maniera tangibile alla vittoria: dalla qualità sopraffina di Sykes e Green alla verve di Campogrande, dal contributo silente di Silins e N’diaye alla duttilità di Harper, dalla potenza di Udanoh alla spensieratezza di Spizzichini e Sabatino, con coach Vucinic che, dopo l’infausto primo tempo contro Varese, sembra essere riuscito a riprendere in mano il timone di una nave che era molto vicina ad affondare. Insomma, solo note positive.

Certo, l’avversario si è dimostrato fragile e ha agevolato il compito, ma la Scandone è sembrata in netta crescita, sia fisica che di chimica di squadra. Con l’imminente recupero di Filloy e Nichols, le soluzioni nel carniere di coach Vucinic saranno tantissime e qualitativamente importanti.

In questo momento, nessuno più di Venezia può mettere alla prova la tenuta di Avellino. Se questa squadra vuole un finale di stagione da protagonista, è ora di dimostrarlo con i fatti: andare in Laguna a giocarsela fino alla fine, magari adornando il tutto con la vittoria, sarebbe un segnale forte.

Ora non fermarti, Scandone.

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Scandone Avellino – Openjobmetis Varese 76-71, le nostre pagelle.

Con una rimonta clamorosa, che resterà nella storia biancoverde, la Scandone torna alla vittoria e resta in scia del podio. Una partita irreale che ha visto gli uomini di coach Vucinic capitolare senza appello nel primo tempo e rialzarsi dalle macerie nel secondo, con una prestazione tutta cuore, grinta e qualità.

Ecco le nostre pagelle:

SYKES 6: tanti, tantissimi errori di Kiefer che sembra avere addosso ancora le scorie dell’errore di Firenze. Impreciso(eufemismo) al tiro, anche in una serata non positiva trova comunque il modo di essere decisivo, soprattutto nell’ultimo quarto, con assist pregevoli e pesanti. Alla fine ne smazza ben 11. ONDIVAGO

HARPER 7: in assenza di Filloy, ne fa le veci in tutto e per tutto. Punti, rimbalzi, assist: Demonte sfodera una prestazione importante, condita però anche da alcuni errori, soprattutto da oltre l’arco. Deve essere meno impreciso in alcuni frangenti, ma stasera l’ex Zenit ha risposto presente e ha dimostrato di poter essere un’arma fondamentale per la Scandone. BRAVO

SILINS 5: prosegue la preoccupante involuzione del lettone. Gioca malissimo e spara a salve per tutta la gara (1/9 dal campo). Con l’imminente rientro di Nichols, è l’indiziato numero uno a sedersi in tribuna e, per ora, non sta facendo nulla per mettere in difficoltà il coach. Mezzo voto in più per un paio di difese fondamentali nei possessi finali, ma è troppo poco. FANTASMA

CAMPOGRANDE 9: ladies and gentlemen, ecco a voi Luca Campogrande. Il ragazzo classe 1996 sciorina la migliore prestazione della stagione e trascina i compagni nella rimonta. È lui che dà la scossa nel momento peggiore, è lui che si prende le responsabilità nel momento decisivo. È in costante ascesa ed ha solo 22 anni. Ha firmato un triennale, è e sarà il nostro futuro. Continua così, Luca. SFACCIATO

GREEN 7: nel primo tempo lo vedi girovagare senza voglia e concentrazione che ti verrebbe voglia di schiaffeggiarlo. Nel secondo entra con uno spirito diverso e ritorna ad essere il Caleb Green dominatore ed intimidatore. È un campione e se non avesse incostanza nell’arco dei 40 minuti, giocherebbe ai massimi livelli. Finché ci fa vincere le partite, ci va bene tutto. Caleb o si ama o si odia: noi lo amiamo e siamo fortunati ad averlo. CAMPIONE

N’DIAYE 5,5: ancora una prova incolore per Hamady che non riesce a dare il suo contributo massimo sotto le plance. Passivo in difesa e falloso in attacco, c’è bisogno che alzi il livello delle sue prestazioni. MACCHINOSO

UDANOH 7.5: acquisto azzeccato. Dopo l’ottima prova di Trento, si conferma elemento imprescindibile giocando una gara da lottatore vero. Non essendo un vero centro soffre molto la fisicità dei suoi dirimpettai, ma quando la palla pesa si assume le responsabilità in attacco ed in difesa e guida la Scandone alla vittoria con giocate decisive. GLADIATORE

CAMPANI 6: cerca di dare il suo contributo nei pochi minuti in campo. Ci sarà bisogno anche di lui, voto di stima. DIMENTICATO

SABATINO 9: la storia più bella del pomeriggio. Con la Scandone nel baratro, coach Vucinic lancia il giovanotto nella speranza di ricavare qualcosa. Antonino entra con una voglia e una cazzimma mostruosa, quasi surreale, che spinge i suoi compagni a cambiare registro. 5 minuti di tante cose significative. Questa vittoria è anche merito suo. INASPETTATO

COACH VUCINIC 6,5: a fine primo tempo il suo percorso ad Avellino era concluso. Tutto lasciava presagire il peggio, con una squadra invisibile ed indisposta che sembrava non seguire più i suoi dettami. Ma nello spogliatoio tira fuori gli artigli e rivolta come un calzino la squadra. Ancora una volta, nel momento più difficile, il coach ha tirato fuori il meglio di sé. I problemi sono tanti e non sarà una vittoria a risolverli, ma la squadra è con lui. Questo è certo. COMANDANTE.

Udanoh, un guerriero nella terra dei lupi

Ike Udanoh è un cestista della Scandone Avellino. L’estenuante trattativa con il centro di Detroit è giunta al lieto fine nella giornata di domenica dopo dieci giorni di passione, nella quale la Sidigas non ha mai mollato la presa nonostante le continue titubanze di Cantù.

L’ex capitano canturino aveva già ceduto alla corte di Alberani prima delle Final Eight, raggiungendo Avellino in fretta e furia salvo poi dover fare dietrofront per il mancato via libera da parte dell’ormai ex proprietario di Cantù. La perseveranza della Scandone e del giocatore hanno però avuto la meglio, con i brianzoli che non hanno potuto fare altro, in questi giorni, che constatare la voglia del loro capitano di abbracciare la causa Avellino.

Ed è proprio grazie alla ferrea volontà di Udanoh di vestire biancoverde, che Avellino è riuscita ad avere la meglio su una folta concorrenza, pronta ad accaparrarsi un giocatore che è stato tra i migliori centri del girone di andata.

Le sue statistiche in maglia Cantù sono fulgidi e rendono, almeno in parte, l’idea della portata del colpo finalizzato dalla Sidigas. Punti, rimbalzi, assist, difesa: un giocatore universale che fa di Udanoh il pezzo che tutti i coach vorrebbero avere nel proprio mosaico.

Il suo bagaglio tecnico è infinito, così come la lettura del gioco in qualsiasi situazione. La peculiarità più importante, sciorinata svariate volte nella sua parentesi canturina, è però un’altra: il carisma, che lo porta ad essere uomo spogliatoio e punto di riferimento per i compagni.

Ike non molla mai, è il classico lottatore capace di infiammare la piazza e che non si lascia intimorire da nulla, è famelico e trascinatore. Ike è quel giocatore che mancava a questa squadra che ora, al netto di ulteriori defezioni, può definirsi completa e competitiva in tutti i ruoli.

Ike Udanoh è un guerriero nella terra dei lupi. La Sidigas c’è, Udanoh pure: questo binomio può regalare fuochi d’artificio. Perché la stagione è ancora lunga e provare a rendere il finale incandescente non costa nulla. Avanti, Avellino.

Scandone, Nichols (e Udanoh…) per un finale da sogno

Archiviata, con amarezza e rimpianti, la parentesi Final Eight, domani la Scandone riprenderà la preparazione con lo scopo di chiudere bene una stagione che, partita sotto i migliori auspici, si è man mano rivelata una delle più complicate della gestione Sidigas, dentro e fuori dal campo.

Tante le delusioni che hanno contrassegnato il cammino della Scandone sino a questo momento, ma la stagione non è di certo finita a Firenze e c’è ancora un grande traguardo da conquistare: i playoff scudetto, preferibilmente in una posizione privilegiata nella griglia di partenza (uno dei primi 4 posti).

Per raggiungere l’obiettivo sarà importante ritrovare lo smalto dei giorni migliori, massimizzare l’inserimento dei nuovi e, soprattutto, recuperare la migliore condizione atletica, causa primaria di tutti gli obiettivi mancati in stagione. A tal proposito, sarebbe riduttivo definire fondamentale l’imminente rientro di Demetris Nichols, unico vero insostituibile di questo roster e collante dentro e fuori dal campo.

La sua assenza è coincisa con il periodo nero della Scandone, a dimostrazione dell’elevato peso specifico dell’ex Cska all’interno dei meccanismi di squadra. Il suo recupero è ossigeno puro per tutto l’ambiente e la sua presenza va a rafforzare, implicitamente, la squadra per questo rush finale.

Rush finale a cui, giocoforza, prenderà parte anche un nuovo arrivo che dovrà sopperire all’assenza, che probabilmente perdurerà per tutta la stagione, di Patric Young. Aggiungere un tassello sotto le plance è doveroso se si vuol puntare ad allungare la stagione il più possibile ed il nome di Ike Udanoh è sempre caldissimo.

Il centro canturino sarebbe l’acquisto perfetto nelle idee di società e staff, che puntano ad un centro con caratteristiche diverse da N’diaye (e Young stesso). L’accordo con il giocatore c’è già, ora resta da capire se e quando si svincolerà da Cantù (Udanoh ha già chiesto lo svincolo alla Fiba per alcuni mancati ottemperamenti da parte dei brianzoli).

L’affare è in una fase caldissima ed i prossimi giorni saranno decisivi. Le probabilità che l’affare vada in porto sono alte ma nel caso la trattativa saltasse, la Scandone non resterà a guardare e ha già in mano un ventaglio di alternative, nella quale spicca il nome di Darko Planinic.

Il croato ex Sassari è un nome da tenere altamente in considerazione, in quanto potrebbe liberarsi dallo Zielona Gora. Quel che è certo è che la Sidigas non lascerà nulla di intentato nel tentativo di raddrizzare una stagione che, indubbiamente, sinora è stata molto deludente.

Scandone, l’unione fa la forza

Domani la Leonessa Brescia e poi sotto con le Final Eight prima della sosta, benedetta, che consentirà alla truppa di coach Vucinic di recuperare Nichols e quelle energie perse durante questi mesi no stop.

Il periodo non è dei migliori, l’autostima è sotto i tacchi e la preparazione all’obiettivo stagionale per eccellenza procede pieno di intoppi ed imprevisti. Ma nulla fermerà la nostra passione, il nostro amore, la nostra fede.

La Scandone ha trascorso, finora, una stagione oberata di alti e bassi con moltiplici storie da libro cuore e tanti momenti difficili. Ma in tutto questo marasma c’è sempre stato un leitmotiv ridondante nelle nostre teste: l’unione. Nella buona e nella cattiva sorte, l’ambiente si è sempre compattato e proprio l’alchimia creatasi tra squadra e città ha reso possibile la rinascita dalle macerie dicembrine. Le ultime, e tante, sconfitte consecutive hanno raffreddato un pochino l’entusiasmo della piazza che però è decisa a supportare incondizionatamente la squadra anche domani e, soprattutto, a Firenze (dove è prevista un invasione biancoverde).

L’unione fa la forza e chi meglio di noi avellinesi può asserire ciò. Ed allora, mettiamo da parte le critiche, le delusioni, le negatività e uniamoci verso un unico obiettivo: ripartire e sognare. Ripartire con Brescia e sognare a Firenze.

Tutti insieme si può.

Niente paura, tutti uniti!

Dopo una settimana che ha pullulato di belle notizie ed ambizioni rinnovate, ci aspettavamo un finale diverso. Invece, a rovinare i nostri piani ci ha pensato la Vanoli Cremona che, meritatamente, ha violato il DelMauro e ha deturpato la classifica della Scandone, ora quarta con tante squadre ad un tiro di schioppo e un calendario non facile nelle prossime settimane.

Insomma, non il miglior viatico per aprire quello che, giocoforza, sarà il mese decisivo per le ambizioni della Sidigas. Qualificazione in Champions, Final Eight da giocare non da comparsa e restare nelle prime 4 posizioni in campionato; il mese di Febbraio sarà quasi da dentro fuori.

Nonostante gli ultimi risultati negativi, la fiducia in questo roster rimane immutata. La qualità c’è, la determinazione pure e abbiamo già dimostrato di potercela giocare con tutti.

Rimettere benzina nel motore degli infortunati (a proposito, Nichols ha messo nel mirino le Final Eight) ed inserire celermente nei meccanismi di squadra i due nuovi Silins ed Harper, sono i due gravosi compiti che spettano allo staff.

Equilibrio, fiducia e positività. Questo è l’unico messaggio che deve trasparire dall’ambiente, troppo esaltato nelle vittorie e troppo depresso nelle sconfitte. È un periodo difficile, esarcebato da un calendario pieno e da una condizione fisica non ottimale, ma ne usciremo fortificati ed uniti. A partire da mercoledì.

Perché siamo forti, perché siamo lupi e perché non sarà qualche sconfitta a cambiare il corso degli eventi. Niente paura Avellino, tutti insieme ritorneremo a vincere, emozionare e sognare. E noi abbiamo un bel sogno nel cassetto….

La rivincita di De Cesare

Sono trascorsi 40 giorni dalle sconfortanti parole di De Cesare alla Gazzetta dello Sport, nella quale il numero uno Sidigas asseriva che problemi contingenti all’azienda avevano causato seri problemi economici alla sua creatura. Stipendi non pagati, Cole che va via, indiscrezioni che parlavano di penalizzazioni in arrivo e difficoltà nel finire il campionato, gente che cantava il de Profundis sul futuro della Scandone. Settimane lunghe, difficili, piene di dubbi, incertezze ed angoscia.

Ma De Cesare non ha mai mollato. Nonostante le incomprensioni, le accuse e le contestazioni, l’ingegnere ha tirato dritto per la sua strada ed ha sempre dichiarato che avrebbe sistemato le cose, senza mai scomporsi e sciorinando il suo notevole savoir faire.

Oggi, 40 giorni dopo, la Sidigas si è ripresa la scena con gli interessi. Stipendi pagati, lodi saldati e Silins ed Harper contrattualizzati. Una dichiarazione di forza, di passione e d’amore verso questa piazza. Una piazza che deve essere riconoscente per sempre ad un uomo che sta facendo sognare ad occhi aperti un’intera provincia.

Silins ed Harper sono la certificazione delle alte ambizioni stagionali della Scandone Avellino. Ora non ci si può più nascondere. Ora non si può più scherzare.

Dopo la pioggia, c’è sempre il sereno. E Avellino può ritornare a sognare, grazie a Gianandrea De Cesare.

Tutti insieme.